Cna : no agli agriturismi-ristoranti”

Cna : no agli agriturismi-ristoranti”
  • venerdì, 19 febbraio 2010, 15:01
  • Agriturismo
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agriturismo
”No agli agriturismi-ristoranti”. E’ questo l’appello che Cna Commercio lancia a difesa dei ristoratori e albergatori associati contro gli agriturismi che ”pagano meno tasse” e rappresentano una ”concorrenza sleale”. L’agriturismo – si legge in una nota di Cna – deve dimostrare la prevalenza dell’attivita’ agricola su quella ricettiva. In apparenza, tale obbligo dovrebbe garantire una maggiore genuinita’ delle proposte agrituristiche, in realta’ negli ultimi anni molti agriturismi sono diventati alberghi e ristoranti in campagna, dove si affittano appartamenti con piscina e si consumano prodotti non di territorio. ”Tutto questo – scrive Cna – in palese violazione della legge”. ”Furbescamente, molti agriturismi si comportano come ristoranti veri e propri, senza tuttavia essere soggetti alle stesse regole igienico-sanitarie, gli stessi costi di esercizio e la stessa imposizione fiscale e tributaria”, denuncia Giovanni Genovesio, presidente di Cna Commercio. ”E’ quindi cruciale – prosegue – il modo, l’assiduita’ e il rigore con cui vengono svolti i controlli da parte degli organi preposti. L’irrigidimento dei controlli per le aziende agrituristiche va a tutela di chi veramente fa agriturismo e tutela la ristorazione tradizionale dalla concorrenza sleale dei falsi operatori agrituristici”. Secondo dati della Regione Piemonte riportati da Cna, gli agriturismi subalpini sono quasi triplicati dal 2000 a oggi con 930 strutture, 201 delle quali in provincia di Torino, per un totale di quasi 1.436 posti letto e 7.720 coperti.La proposta di Cna e’ di obbligare anche gli agriturismi a indicare nel menu’ la provenienza dei prodotti usati, come fanno i ristoranti e di rispettare le medesime condizioni igienico-sanitarie degli altri locali.